Leonardo News : Versioni italiane Last Updated: Nov 8, 2007 - 7:46:56 PM
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Un uomo di Carlsbad ci presenta un Codice da Vinci un pò diverso
By di Pat Sherman - TODAY'S LOCAL NEWS/SAN DIEGO UNION-TRIBUNE
Contributor(s) translated by Lorena Mancini
Nov 8, 2007 - 7:37:18 PM

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 Questo è ciò che l’intermediario immobiliare di Carlsbad ha creduto di udire, durante una sua visita alla Galleria degli Uffizi a Firenze, in Italia, circa otto anni fa. Una guida turistica ha usato il termine “mano sinistra”, riferendosi all’artista e all’inventore del XV secolo. Traducendo letteralmente la parola “sinistra”, un uomo all’interno del gruppo ha concluso dicendo che probabilmente Leonardo aveva una mano deforme. Sweeney fece quindi ritorno a Carlsbad convinto di ciò, non realizzando invece che la guida intendeva, con ogni probabilità, affermare che il pittore era ormai da tutti considerato mancino (Il termine sinistro si è evoluto nel tempo, modificando l’antica convinzione che essere mancini era segno del diavolo).      

Sweeney ha così iniziato ad accatastare una collezione di libri rari, contenente riproduzioni di dipinti, bozze e disegni dell’artista. Essendo stato, inoltre, uno studente molto bravo in matematica, anche Sweeney è rimasto affascinato dalle formule matematiche di Leonardo.
“Ho dovuto fare viaggi in diverse località per poter accedere alle sue annotazioni. Poterlo fare non è stato sempre facile”, afferma Sweeney, 43.

Il codice nel Codice


Nel 2002, Sweeney ha acquistato una riproduzione del Codice Atlantico di Leonardo. Una collezione di 12 volumi contenente i suoi disegni e le sue note sulla scienza, meccanica e biologia.

All’inizio di questo mese, Sweeney ha esposto uno dei suoi voluminosi libri nella biblioteca dell’Abbazia “Principe della Pace” ad Oceanside, dove sua madre, Dolores, riposa in pace. Nel 1999, la famiglia ha dedicato a questo luogo, in ricordo del suo nome, un gruppo di vetrate colorate. Sweeney si reca spesso in visita all’abbazia per parlare con i monaci oppure per meditare sui suoi studi sul da Vinci. Racconta “mia madre veniva qui tutti i giorni e conosceva ogni sacerdote. E’ un luogo molto importante per me”. I primi a riprodurre fedelmente i quasi 2000 disegni presenti nel Codice Atlantico sono stati i monaci in Italia.

Il volume che Sweeney ha presentato contiene un disegno in gesso rosso di Leonardo, raffigurante la cosiddetta “mano stanca” con una stilo. Sebbene gli studiosi di storia dell’arte abbiano a lungo creduto che questa mano dalla forma così strana fosse dovuta a un ictus che aveva colpito Leonardo negli ultimi anni di vita, Sweeney nota invece qualcosa di diverso – ossia una fusione tra il terzo e il quarto dito, un tratto caratteristico della sindattilia, ossia la condizione in cui due o più articolazioni sono unite.

Sweeney sostiene che la lesione presente tra le due dita e che sembra separarle, sia in realtà un’imperfezione presente nella carta. “Si tratta di una mano affetta da sindattilia,” ha concluso. “Gli studiosi di storia hanno sempre osservato delle fotografie del disegno, ma nessuno ha mai avuto la possibilità di vedere il disegno (originale) in gesso rosso, fino a quando questi non sono stati ritrovati. Ogni volta che il disegno veniva inserito nei libri… gli studiosi presupponevano che ci fosse una linea in quel punto. Probabilmente vi era tracciata, quella che è conosciuta come piega interdigitale, in modo da farla apparire quanto più possibile come una mano normale”.

Recentemente il canale televisivo ABC, durante la trasmissione di un programma dal titolo “Primetime: Medical Mysteries”, ha intervistato Ben Sweeney per avere maggiori informazioni sulla sua teoria. Durante il programma, il Dottor Joseph Upton, un professore associato e esperto in chirurgia della mano presso la  clinica dell’Università di Harvard, è intervenuto dando un suo parere riguardo al dito anulare “storto”, raffigurato nel disegno di Leonardo. Anche se la teoria di Sweeney non potrà mai essere provata, Upton sostiene che il disegno sembra proprio quello di una mano affetta da sindattilia. Osservando una versione restaurata de L’Ultima Cena di Leonardo e una scansione a colori ai raggi infrarossi della Madonna dei Fusi, Sweeney vi ha potuto rilevare gli stessi indizi presenti nella mano tanto complessa del da Vinci.

Nella versione restaurata de “L’Ultima Cena”, Cristo sembra stia guardando fisso la sua mano sinistra malforme, mentre medita sul proprio destino. Afferma Sweeney: “Leonardo fu capace di comprendere perfettamente il modo in cui tu ed io avremmo osservato quegli elementi”. “Egli sapeva che tutto il mondo, per 500 anni, avrebbe camminato davanti a quella mano e non avrebbe chiamato quella mano con il suo vero nome. “(Leonardo) promise: ‘Un giorno creerò un’illusione senza fare uso di inganni o di specchi’. Nessuno è stato mai in grado di comprendere cosa intendesse dire con questa frase. Questa, sono convinto, sia l’illusione di cui ha parlato”. Sotto uno strato superficiale di pittura, ha affermato Sweeney, una scansione a infrarossi della “Madonna dei Fusi” rivela invece una mano contorta di Cristo fanciullo. Dopo aver osservato la scansione, il dottor Upton ha scritto, “E’ incredibile! Ecco come si presenta una sinpolidattilia non corretta dopo la separazione del tessuto molle”. Il chirurgo ha poi mostrato a Sweeney dei calchi in gesso di mani  affette da malformazioni simili a quelle presenti nelle opere di Leonardo. Sweeney spera di presentare presto in una mostra sia la propria ricerca che alcuni dei 10.000 calchi del dottor Upton.

‘Più che probabile’


Il dottor Robert Goldwyn, un professore in chirurgia presso il Centro medico Beth Israel Deaconess di Boston, sostiene che Sweeney potrebbe avere ragione riguardo la malformazione alla mano di Leonardo. Anche se Sweeney “potrebbe risultare sfavorito perché fuori dall’ambiente accademico”, Goldwyn ha affermato che invece, il fatto di non essere affetto da questa miopia da studioso, potrebbe avergli dato la possibilità di attingere in qualcosa che molti altri hanno difeso per più di 500 anni. “Penso quindi che ciò sia più che probabile”, dichiara Goldwyn. “Il problema è che nessuno, prima d’ora, ha mai osservato queste cose in un modo tale”. Per avvalorare la sua teoria, Sweeney indica i primi scritti di Leonardo in cui fa riferimento alla propria mano sinistra definendola “stanca mano”, ovvero la mano stanca. Goldwyn sostiene inoltre che questa scoperta potrebbe servire come stimolo a tutti coloro che lottano con difficoltà fisiche. “Nessuno con due mani è stato mai come Leonardo”, dice Goldwyn. “Poter dare stimoli agli altri rappresenta un grande passo avanti”.

Una ricerca personale

Sweeney ha ottenuto il diploma di maturità presso la Scuola Secondaria Superiore degli Agostiniani a North Park, dove ha eccelso soprattutto in matematica. Successivamente ha ottenuto il baccalaureato in Finanza presso l’Università di Stato di San Diego, presentando l’analisi quantitativa come materia secondaria di specializzazione. La sua indagine su Leonardo non si limita alla mano sinistra dell’artista. Nel 2003, ha acquistato un robot costruito rispettando le bozze di Leonardo da Vinci e lo ha prestato a diversi musei del paese, compreso il Museo dell’Uomo di San Diego. Sweeney inoltre continua a studiare la cartografia, i disegni di matematica e la botanica di Leonardo. “Non so mai su cosa andrò lavorare da un giorno all’altro”, afferma Sweeney. “Un altro progetto è poter dimostrare che Leonardo disponeva di un telescopio”.

Il padre di Sweeney, Andrew, un ingegnere ormai in pensione, gli è stato di grande aiuto, offrendogli preziosi consigli durante il lavoro di ricerca sugli studi di matematica di Leonardo. Sua sorella Dolores, un chirurgo, anche lei in pensione, ha rivisto tutto il suo lavoro di ricerca relativo alla mano. Un’altra sorella, Paula Brock, direttore finanziario della Società Zoologica di San Diego, ha raccontato che la famiglia Sweeney è molto solidale, ogni membro per difendere l’altro è capace di vestire i panni di avvocato del diavolo. In merito alla mano del da Vinci, afferma la signora Brock, tutta la famiglia è passata da uno stato di incredulità ad uno di puro sgomento

Ha aggiunto: “Siamo meravigliati dalla sua concentrazione, dal livello degli studi compiuti e dalla gente con cui è entrato in contatto ed ha lavorato. Con il passare del tempo, attraverso un’analisi concreta e tangibile, siamo rimasti tutti ipnotizzati”. Pur essendo la famiglia di Sweeney molto ricettiva e aperta verso le sue idee, mentre non si può dire lo stesso per gli studiosi di storia dell’arte. Sweeney racconta: “Quando sono stato ricevuto da uno studioso, conoscitore ed esperto di Leonardo… questi ha iniziato ad agitarsi molto al solo pensiero che il grande genio potesse avere imperfezioni. Io, al contrario suo, mi sentivo come un bambino, molto eccitato all’idea. Lui invece mi ha detto ‘Leonardo è stato l’uomo più bello che sia mai esistito. Tutto ciò è impossibile’”. 
Pat Sherman: (760) 752-6774

 

 



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