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Versioni italiane
Il Mancino (Versione italiana)
By Joseph Upton, M.D., Ben Sweeney, B.S., Dolores Sweeney, D.O., S. Felong, B.A., R. Felong
Contributor(s) Robert M. Goldwyn, M.D., Michael F. Felong, M.D. Ph.D., Lorena Mancini (Italian Translation)
Feb 12, 2007 - 10:30:17 AM

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Figura 1
Leonardo da Vinci, a quasi 500 anni dalla morte, è ancora una volta sotto le luci della ribalta. Probabilmente su questo grande artista è più quello che non si conosce che ciò che si conosce.Il sapere varia e insieme ad esso vecchi stereotipi appaiono e scompaiono. L’approccio alle sue opere, con uno spirito d’osservazione nuovo, richiede una mente aperta ed una disponibilità ad accettare quel che risulta chiaro ed evidente. Durante tale processo, alcune rivelazioni saranno ovvie, mentre altre potranno apparire controverse.Un riesame più fortuito dei suoi studi sulla mano ha portato alla conclusione che il disegno della mano stanca e la mano sinistra di Cristo ne L’Ultima Cena sono entrambi esempi di mani affette da malformazioni, quali le sindattilie e le polidattilie.
Medicina ed arte mantengono una relazione simbiotica.Il corpo umano agisce come fonte di conoscenza e d’ispirazione sia per il medico che per l’artista. L’ossessione di Leonardo per l’anatomia risulta evidente in molteplici disegni, inclusi quelli riguardanti i suoi studi sulla mano (Leonardo da Vinci).Pur trattandosi di una struttura prensile, pentadattile ed ancora primitiva, questa si è rivelata fino ad oggi perfetta. La struttura intrinseca della mano ed il principio matematico permettono, grazie alla grande adattabilità, tramite il cervello, lo sviluppo dell’ingegnosità (Littler 3).Le lunghezze intrarticolari (assiali) nella mano seguono la sequenza di Fibonacci di "1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34..." determinate da Leonardo di Pisa nel 1202 (Littler 8).Con l’unica eccezione rappresentata dal pollice, le lunghezze delle articolazioni carpo-metacarpiche falangee e interfalangee sono di 8.8, 5.4, 3.3 e 2.2 centimetri (Littler 9). Trascritto da Leonardo, l’ordine osservato in natura e riprodotto nell’arte, finì per affascinare il genio.

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Figura 2A
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Figura 2B
La mano scrivente, tanto singolare, abilmente disegnata e ritrovata nel Codice Atlantico, ha una storia tanto misteriosa quanto la persona stessa di Leonardo (Codice Atlantico, vol. 9, foglio 770v, ex foglio 283 v-b) (Fig. 2A, 2B).Nonostante venga casualmente associata al rapporto del 1517 redatto da Antonio de Beatis, riguardante una “certa paralisi” dell’artista alla mano destra, appare evidente che si tratta del disegno di una mano sinistra (Bambach 34).Da alcuni è stata considerata l’immagine riflessa allo specchio della sua mano destra, altri sono giunti alla conclusione che probabilmente de Beatis aveva descritto erroneamente l’area della paralisi che colpì Leonardo (Todd 169). Definita "La Mano Stanca" (Nicodemi), molti l’hanno considerata un autoritratto, seppure menomata, artritica, paralizzata oppure colpita da postumi di ictus (Marinoni 57, Stites 14, Richter 384).Le conversazioni tra il Dr. Todd e il Prof. Carlo Pedretti, grande esperto di Leonardo, descrivono con precisione un cambiamento avvenuto nella teoria dominante riguardante il disegno (Pedretti 169).Nel 2003, una nota a piè di pagina presente in un rapporto di Carmen C. Bambach “L'uso della mano sinistra nella scrittura e nei disegni di Leonardo da Vinci” relega il disegno all’opera di un allievo (Bambach 52). La difficoltà si concentra quindi nel mettere insieme diversi fatti chiave: 1. Leonardo era mancino, 2. Molto probabilmente Leonardo, in tarda età, ebbe un ictus, che colpì l’emisfero sinistro del suo cervello e la sua mano destra, ed infine 3. Leonardo continuò a realizzare dei disegni apprezzabili anche dopo aver subito l’ictus.Ad ogni modo, se il disegno del vol. 9 foglio 770v fosse ritenuto quello di una mano sinistra e non di una mano destra, menomata oppure paralizzata, e se fosse un autoritratto, si potrebbe concludere che il grande artista aveva una mano particolare.

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Figura 3A
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Figura 3B
La mano scrivente fa pensare ad una mano funzionante. Un riesame delle riproduzioni autorizzate del Codice Atlantico dimostra l’impiego delle imperfezioni presenti nella carta, invece del gesso, per dare l’illusione di una piega interdigitale tra il dito medio e l’anulare (Licensed Codex Atlanticus) (Figura 3A). 

Dal momento che l’originale risulta molto confuso, molti celebri libri d’arte hanno “ritoccato” il disegno (Figura 3B), dando vita a conclusioni imprecise sul tipo di mano ritratta.

 

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Figure 4A & 4B
Una paralisi dovrebbe provocare una mano flaccida oppure delle contratture spastiche ed il trauma dovrebbe produrre un aspetto diverso.Questo appare piuttosto il disegno di una mano affetta da sindattilia tra il dito medio e l’anulare. Il mignolo particolarmente affilato ricorda il mignolo osservato in molte altre mani presenti nelle opere realizzate da Leonardo, compresa la mano di Maria nell’Annunciazione (Stites 15)(Figure 4A,B). Si tratta forse soltanto di una forma di espressione artistica, ma questo mignolo è considerato da alcuni come un segno di un’anomalia congenita presente, forse, anche nell’albero genealogico materno di Leonardo (Stites 14).E’ possibile quindi che "Leo il Leone" fosse affetto da un’anomalia congenita alla mano sinistra e che, nonostante ciò, la mano funzionasse perfettamente? E inoltre possibile che non si trattasse di una mano colpita da ictus in età avanzata e che gli fosse dato il nome di Leonardo per la sua mano anomala?


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Figura 5A
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Figura 5B
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Figura 5C
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Figura 5D
Poiché "La Mano Stanca" è uno schizzo presente nel Codice Atlantico, è ragionevole ricercare anche in altre opere di Leonardo dei segni di sindattilia. Un’analisi delle mani di Cristo ne L’Ultima Cena (Figure 5A-D) dimostra che, pur essendo state sottoposte entrambe a diversi restauri e ritocchi, la mano destra risulta più seriamente danneggiata della sinistra (Barcilon 355, 359).L’ultimo restauro, il più ampio e stimato come il migliore, diretto da Pinin Brambilla Barcilon, ha reso possibili molti recuperi, tra cui un’area della mano sinistra in cui "la padronanza di Leonardo nel modulare il chiaroscuro è tuttora visibile e in cui possono essere identificati addirittura alcuni pentimenti, laddove le quattro dita sono state accorciate per accentuarne la contrazione" (Barcilon 359)(Figure 5A-D).Lo "scopo dell’integrazione pittorica era quello di raggiungere una sufficiente leggibilità del gesto, della posa e del modello” basato sull’intenzione dell’artista (Barcilon 359).
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Figura 6
Ogni fase è stata descritta in modo microscopico e documentato, consentendo perciò ai futuri studiosi de L’Ultima Cena di osservare come il capolavoro si presentava prima e dopo il restauro (Barcilon 343) (Figura 6). In entrambi i casi, prima e dopo il restauro, la mano sinistra è compatibile con una condizione di sindattilia, poiché la deviazione radiale della parte terminale dell’anulare risulta anormale ed è presente una leggera deviazione ulnare del dito medio (Upton).Il risultato finale mostra in modo evidente una maggiore contrattura rispetto alla bozza precedente o ai cosiddetti pentimenti, indicando che la mano finale così come è stata dipinta da Leonardo aveva un aspetto anomalo che non rispecchiava la sua straordinaria pennellata.

Il modello che posò per le mani di Cristo fu probabilmente Alessandro Carissimi di Parma (Marani 227).Una ricerca sulla sua genealogia potrebbe fornire la prova che Carissimi era affetto da sindattillia oppure, se così non fosse, che era stato usato come “esca” nel caso in cui Leonardo fosse stato accusato di usare la propria mano come mano di Cristo. In ogni caso, ritrarre Cristo con un’anomalia alla mano, sarebbe stato considerato probabilmente un sacrilegio in quel particolare periodo storico.

Molti artisti tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500, tra i quali Michelangelo e Sebastiano del Piombo, erano mancini naturali che quasi certamente si esercitavano all’impiego della mano destra, perché altrimenti emarginati solo per il fatto di usare la mano sinistra (Bambach 47, 48).Con il soprannome di "Il Mancino/Colui che usa la mano sinistra" (Bambach 31), l’etimologia del nome di Leonardo è quella di animale feroce e con gli artigli. Alcuni sostengono che fosse soprannominato "Il Mancino" perché continuò a lavorare principalmente con la sua mano sinistra, mentre non si fa mai cenno ad una sua possibile anomalia (Bambach 31)."La mano manca" significa letteralmente "mano mancante o offesa". Tuttavia, secondo indagini lessicografiche svolte dal Battaglia, in Italia dal 1975 al 1998, si può anche fare riferimento alla mano sinistra (Bambach 52). "Mancare" è il verbo italiano che indica “avere bisogno”, mentre il termine latino "mancus" viene tradotto come "difettoso di qualche arto" (Valpy, 248). Considerato un ambidestro (Stites 90), la persistenza del titolo dato a Leonardo potrebbe basarsi su alcune sensibili diversità nella sua mano sinistra, piuttosto che sul continuo uso di quella mano. Considerato perfetto da tanti, era aneddoticamente noto per indossare un “vestito audace e romantico con maniche molto stravaganti come quelle delle ragazze (Taylor 43)". Ciò era dovuto alla sua preferenza verso un particolare stile oppure messo in atto per nascondere un’anomalia alla mano? Leonardo scrisse nei suoi manoscritti: (Cod. Arundel. Folio155r) "Piegato le mie reni in arco e ferma “la stanca mano” sopra il ginocchio e colla destra mi feci tenebre alle abbassate e chiuse ciglia" (Brizio, 292). Scritto intorno al 1478, quando Leonardo aveva all’incirca 25 anni, ciò sta ad indicare che il riferimento alla sua mano sinistra come la mano stanca avvenne molto prima di quanto ci si potrebbe attendere, se a provocare una tale condizione fosse stato un ictus. Il soggetto della controversia è tradotto frequentemente con il significato di "mano sinistra" (Brizio 292). Il verbo “stancare” significa affaticato, esausto o stanco ed infatti una recensione del libro di Kate Steinitz "Leonardo da Vinci's Trattato della Pittura. A Bibliography" rivela come John Spencer ritenga che la traduzione più appropriata sia certamente "mano stanca" (Spencer, 201).

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Figura 7
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Figura 8A
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Figura 8B
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Figura 8C
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Figura 8D
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Figura 8E
La figura di Platone sia nell’affresco che nel disegno de La Scuola di Atene di Raffaello del 1510 è generalmente riconosciuta come quella di Leonardo (Stites 108) (Vasari) (Figura 8B).La mano destra è mostrata con l’indice allungato (Figura 8B).La mano sinistra è piegata e regge il bordo inferiore di un libro voluminoso. Nell’affresco, le due dita centrali sono offuscate mentre normalmente ci si attenderebbe di vedere le falangi vicine a quelle del dito indice. Tuttavia, in questa condizione le dita sono sostanzialmente nascoste e non possono essere sottoposte a commento. Il pollice è grande, sembra essere deviato radialmente oppure iperesteso all’articolazione interfalangea (IF) (Upton) (Figura 8C).La buona qualità del disegno offre una prova ancora più convincente della presenza d’una possibile anomalia. Il volto di Platone assomiglia molto a quello del famigerato Autoritratto di Torino e con ogni probabilità si tratta dello stesso individuo, cioè Leonardo (Upton) (Figure 7,8E).

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Figura 9A
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Figura 9B
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Figura 9C
Nel 1475, Botticelli, suo collega artista, pare che abbia ritratto Leonardo nell’“Adorazione dei Magi”, opera realizzata per la famiglia dei Medici (Stites 100, 101) (Bramly 343) (Figure 9A-C).A sinistra, in piedi a fianco di Lorenzo il Magnifico, con indosso un berretto da intellettuale e un mantello, Leonardo è raffigurato con la mano sinistra piegata come se reggesse l’impugnatura di una spada.Le due dita centrali, l’anulare e il medio, non sono flesse in corrispondenza delle articolazioni IFP (interfalangea prossimale) e IFD (interfalangea distale). Il mignolo è iperesteso a livello dell’articolazione MF (metacarpo-falangea) e piegato di circa 90 gradi a livello dell’articolazione IFP (interfalangea prossimale).Si può notare l’inserimento di una piega longitudinale tra le due dita centrali.Alcuni sostengono invece che questa figura in realtà rappresenti Pico della Mirandola (nato nel 1463, avrebbe avuto a quel tempo circa 12-13 anni), un famoso sincretista e studioso, amico dei Medici (Fletcher website).Resistendo alla tendenza ad osservare anomalie in ogni arto un po’ insolito di quel periodo, questa mano potrebbe comunque essere la rappresentazione di una complessa polisindattilia (ossea) (Upton) (Figure 9B-C).

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Figura 10A
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Figura 10B
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Figura 11A
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Figura 11B
E’ necessario analizzare nuove interpretazioni su Leonardo realizzate da altri artisti, come quella dell’arcangelo Michele nell’opera Tobia e i Tre Arcangeli di Botticini (Nicodemi 17) (Figure 10A, 10B) ed il disegno di Michelangelo raffigurante Leonardo che regge un teschio (Stites 101) (Figura 11), per poter osservare una rappresentazione analoga di un’insolita mano sinistra.


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Figura 12A
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Figura 12B
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Figura 12C
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Figura 12D
La Madonna dei Fusi (1504) (Fig.12 A, B, C, D) di
Leonardo è stata studiata ampiamente, sottoposta anche ad una riflettografia ad infrarossi (IR-RGB) ed a scansione (colori, colori misti con infrarossi e colori artificiali). Ai raggi infrarossi appare in modo sorprendente che la mano sinistra del bambino (Fig.12C, D &13) è affetta da una sinpolidattilia non corretta in cui è avvenuta un’iniziale separazione del tessuto molle (???), senza alcuna correzione scheletrica (Upton, Clinics 332).Interpretati come dei pentimenti e dei ritocchi nelle sue composizioni (Universal Leonardo website), è possibile che il bambino raffigurato avesse un’anomalia congenita, molto simile a quella della mano sinistra di Cristo ne L’Ultima Cena.

L’assegnazione di borse di studio di ricerca ha consentito che tutte le originali opere di Leonardo Da Vinci fossero esaminate da esperti provvisti delle tecnologie più innovative e studiosi di genetica per gli approfondimenti su alcuni organi e sul genio stesso di Leonardo. “La Mano Stanca” raffigura una mano affetta da sindattilia ma forte e funzionante, mentre L’Ultima Cena e La Madonna dei Fusi mostrano Cristo con una sindattilia alla mano sinistra. La perfezione non è più limitata al regno della “norma".


Autori: Joseph Upton, M.D., Ben Sweeney, B.S., Dolores Sweeney, D.O., Sarah Felong, B.A., Rachel Felong.

Contributi: Robert M. Goldwyn, M.D., Michael F. Felong, M.D. Ph.D.

3 gennaio 2007
Opere citate

Leonardo da Vinci, 1452-1519. Leonardo on the Human Body. Dover
Publishing, Inc: New York, 1983.

Littler, William, MD, Cramer, Lester, MD, and Smith, James W., MD, eds.
"Adaptability". Symposium on Reconstructive Hand Surgery, volume 9. Mosby
Company: St. Louis, 1974.

Nicodemi, Giorgio. Leonardo da Vinci.Istituto Geografico De Agostini:
Milano, senza data.

Bambach, Carmen, ed.Leonardo da Vinci Master Draftsman.Yale Press: New
York, 2003.

Stites, Raymond. The Sublimations of Leonardo da Vinci. Smithsonian
Institute Press: Washington, 1970.

Barcilon, Pinin, and Marani, Pietro.Leonardo The Last Supper.University
of Chicago Press: Chicago, 1999.

Marani, Pietro. Leonardo da Vinci. Harry Abrahms, Inc: New York, 2000.

Taylor, Rachel. Leonardo the Florentine. Blue Ribbon Books, Inc: New York,
approx. 1909.

Spencer, John R. Review of "Leonardo da Vinci's Trattato della Pittura. A
Bibliography." Renaissance News, vol. 11, No. 3 (Autumn, 1958), pp.
200-202."

Licensed Codex Arundel, Sweeney Family Collection. Folio 155r,

Licensed Codex Atlanticus, Sweeney Family Collection. Vol. 9, folio 770 v,
formerly known as folio 283 v-b.

Upton, Joseph. Private collection of hand casts.

Richter, Irma, A, ed. Selections from the Notebooks of Leonardo da Vinci.
Oxford University Press: London, 1952.

Vasari, Giorgio. The Lives of the Painters, Sculptors, and Architects.
trans. A.B. Hinds, E.P. Dutton, New York, 1950.

Steinitz, Kate Trauman. Leonardo da Vinci's Trattato della Pittura...A
Bibliography. Copenhagen: Munksgaard, 1958 (Library Research Monographs.
Vol. 5).

Bramly, Sergei. Leonardo: Discovering the Life of Leonardo da Vinci. trans.
Sian Reynolds. Harper Collins: New York, 1991.

Fletcher, Adrain. www.paradoxplace.com.

Raffaello, La Scuola di Atene, wikipedia, http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/94/Sanzio_01.jp

Leonardo da Vinci, 1452-1519, Madonna dei Fusi. http://www.universalleonardo.org/scientificAnalysis.php?tool=544&id=313

Figura 1: Disegno di J. William Littler M.D. Mano completamente distesa e abdotta, le punte delle dita coincidono con la circonferenza del cerchio e ha come locus la testa del (III) metacarpo.

Figure 2A & 2B: AKA "La Mano Stanca" Disegno in gesso rosso (sanguigno) della mano sinistra scrivente di Leonardo. 2B: Dettaglio di una pagina dei manoscritti di Leonardo, noto come Codice Atlantico 770v (1512).Leonardo aveva circa 60 anni quando realizzò questo disegno.

Figure 3A, B: 3A: 3A: Dettaglio di un facsimile del disegno in gesso rosso della mano sinistra di Leonardo@1510; da notare l’impiego di imperfezioni nella carta per realizzare una piega interdigitale. 3B: La mano di Leonardo come è stata raffigurata nei libri d’arte, ritoccata in modo da mostrare una piega interdigitale.

Figura 4: Dettaglio della mano della Madonna dall’Annunciazione di Leonardo sottoposto ai raggi X. Da notare il mignolo affilato.

Figure 5 A, B, C, D: 5A: L’Ultima Cena di Leonardo con gli Apostoli. 5B: Dettaglio delle mani distese di Cristo. 5C: Dettaglio della mano sinistra di Cristo, come appariva prima dell’ultimo restauro avvenuto negli anni 90. 5D: Dettaglio della mano sinistra di Cristo dopo il restauro durato 20 anni. Dai maggiori esperti è stato stabilito che questa è la rappresentazione originaria della mano sinistra di Cristo, come l’aveva realizzata Leonardo.

Figura 6: Lo schizzo di Sarah Felong che mette in relazione il dipinto esistente all’origine al di sotto della Mano Sinistra di Cristo e quello attuale. Sembra che abbia dipinto la mano, in un primo momento, senza anomalie e successivamente come la si osserva oggi (mano con sindattilia).

Figura 7: Il più famoso autoritratto di Leonardo in gesso rosso (sanguigno) "Autoritratto di Torino" 1512. Leonardo è stato uno dei primi ad usare il gesso rosso nei suoi disegni. Per quanto alcuni discutano se il ritratto sia stato realizzato da lui, raramente si dubita che sia lui il soggetto del ritratto. E’ somigliante ad altri suoi ritratti esistenti, in particolare quello di Raffaello che lo raffigura come Platone nella Scuola di Atene.

Figure 8A, B, C, D, e E: 8A: Disegno di Raffaello/Bozza per la preparazione della "Scuola di Atene”. Dettaglio della figura di Platone.8B: “Scuola di Atene" di Raffaello (1510) situata in un’ala dei Musei Vaticani. 8C: Dettaglio di Platone che regge la sua opera "Timeo". Pare che Raffaello abbia usato Leonardo come modello per raffigurare Platone.8D: Dettaglio del volto di Platone nella "Scuola di Atene" di Raffaello". 8E: Dettaglio della mano sinistra di Platone nella "Scuola di Atene".

Figure 9A, B, e C: 9A: “L’Adorazione dei Magi" di Botticelli (1475). Leonardo aveva circa 23 anni. 9B: "Adorazione dei Magi". Dettaglio di uomo che tiene il mantello con la sua mano sinistra. Si crede che Leonardo sia il personaggio rappresentato nel dipinto. Tuttavia, si sostiene anche che potrebbe trattarsi del famoso sincretista Pico della Mirandola, che, a quel tempo, doveva avere circa 12 anni. 9C: Dettaglio della mano sinistra che tiene il mantello. Appare la rappresentazione di una complessa polisindattilia (ossea)..

Figure 10 A, B: 10A: Tobia, l’Arcangelo di Botticini che regge una sfera. 10B: Dettaglio della mano sinistra di Tobia che regge una sfera. Da notare il mignolo particolarmente affilato.

Figure 11A, B: 11A: "Leonardo che studia un teschio" realizzato da Michelangelo. 11B: Primo piano della mani.

Figure 12 A, B, C, D: 12A: "Madonna dei Fusi" di Leonardo (c1504) 12B: Dettaglio della mano sinistra di Cristo. 12C: Fotografia a infrarossi che mostra i dettagli presenti al di sotto della superficie dipinta. 12D: Ingrandimento ad infrarossi di un dettaglio della mano sinistra di Gesù Bambino. Il dettaglio mostra una sinpolidattilia non corretta, dopo un’iniziale separazione del tessuto molle.



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